Un “omaggio nazionale” sarà reso venerdì alla memoria di Charles Aznavour, l’ultimo chansonnier francese, morto nella notte fra domenica e lunedì all’età di 94 anni, agli Invalides. La cerimonia ufficiale per le esequie era stata richiesta da molti personaggi politici e da tutte le forze presenti in Parlamento. La famiglia era stata fino all’ultimo ostile, ma alla fine ha prevalso la volontà trasversale delle forze politiche, anche se non si tratterà di un megafunerale come fu, un anno fa, per la morte di Johnny Hallyday. Immaginando il suo funerale, Aznavour aveva detto in un’intervista, “voglio che sia breve, perché quando dura per ore rompe le scatole. E poi niente condoglianze, voglio che la gente sia felice di essere viva”. Per questo, forse, non si fece neppure vedere all’addio di Hallyday, quando Parigi intera si bloccò per l’estremo saluto al musicista. Intanto, i medici legali hanno comunicato al procuratore di Nimes, nel sud della Francia, a pochi chilometri dalla casa in cui Aznavour è morto, che il decesso è avvenuto “per cause naturali”. Più in particolare un “edema polmonare, che ha provocato un collasso cardiorespiratorio”. Ma Aznavour non se n’è andato nel sonno, come era stato detto in un primo momento: solo in casa, si è alzato ed è andato in bagno e lì si è sentito male ed è stato ritrovato il giorno dopo cadavere dai medici dell’ambulanza. Nel susseguirsi degli omaggi – radio e tv hanno rivoluzionato i palinsesti, da ieri pomeriggio la faccia un po’ triste di Aznavour e la sua voce roca sono ovunque e oggi il Parlamento intero si è alzato in piedi unito in un applauso – la diatriba sui funerali ha rischiato di turbare il momento di unità del paese. Un po’ tutti hanno invocato un “omaggio nazionale” all’ultimo dei grandi chansonnier francesi, l’uomo da 1.300 canzoni e 80 film in 70 anni di una carriera ineguagliabile che lo ha reso popolarissimo in tutto il mondo. Ma la famiglia – piuttosto composita, visto che l’artista era stato sposato 3 volte, aveva 6 figli e un esercito di nipoti – in una prima fase ha opposto resistenza. L’ex presidente Francois Hollande ha “auspicato” una cerimonia ufficiale, così come l’ex ministro della Cultura Jack Lang, che vede un’occasione “in cui tutti si prendono per mano”. A chiedere l’omaggio nazionale sono state anche personalità come Sylvie Vartan o la figlia dell’ex presidente Jacques Chirac, Claude. Tra le ipotesi circolate, quella di un omaggio nazionale nel paese di cui Aznavour era originario, l’Armenia: una celebrazione ufficiale durante il vertice della Francofonia, l’11 e 12 ottobre ad Erevan. A quel vertice, nel paese dei suoi genitori, Aznavour avrebbe dovuto accompagnare Emmanuel Macron.

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