Lunedì 1 ottobre 2018 alle ore 20 presso la Chiesa del Cristo Flagellato nell’ex ospedale San Rocco a Matera è in programma il concerto di inaugurazione della 19^ edizione del Festival Duni con Antonio Florio e la Cappella Neopolitana.

Sarà l’ensemble della Cappella Neopolitana diretta da Antonio Florio ad inaugurare la XIX edizione del Festival Duni di Matera che si apre domani 1 ottobre alle 20.00 nella suggestiva cornice della Chiesa del Cristo Flagellato. Il concerto è dedicato alle arie del compositore pugliese Luigi Rossi, che nel Seicento “conquistò” l’aristocrazia napoletana, la Roma dei Barberini e traghettò l’opera italiana in Francia su incarico del cardinale Mazzarino. Sarà la prima volta che Antonio Florio e la Cappella Neapolitana si esibiranno nella città del Sassi e lo faranno con un cast di giovani cantanti e strumentisti, in collaborazione con lo ScarlattiLab dell’Associazione Scarlatti Onlus di Napoli e il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.

Concerto d’inaugurazione

Luigi Rossi dalla Puglia a Napoli, Roma e Parigi

Arie a una due e tre voci

Federica Altomare, Esther Facchini, Giuseppina Perna soprani

Leopoldo Punziano tenore

Franco Pavan e Pierluigi Ciapparelli tiorbe

Luigi Trivisani clavicembalo

Cappella Neapolitana Jr Direttore Antonio Florio

in collaborazione con ScarlattiLab dell’Associazione Scarlatti Onlus di Napoli e il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli

Ingresso € 5,00

Antonio Florio, nato a Bari, ha ricevuto una formazione classica, diplomandosi in violoncello, pianoforte e composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota. Ha in seguito approfondito lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca, studiando clavicembalo e viola da gamba. Dopo aver iniziato molto giovane ad insegnare in Conservatorio, nel 1987 ha dato vita al complesso di musica antica “Cappella della Pietà dei Turchini” con cui ha fortemente innovato “dal sud” la concezione della prassi esecutiva di un repertorio straordinario, quello della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando con una duplice azione di ricerca musicologica – da sempre condotta con il musicologo Dinko Fabris – e di esecuzione capolavori del tutto sconosciuti, che sono stati riproposti nelle più prestigiose sale e rassegne del mondo ed incisi in oltre 50 cd. Tra i tanti titoli di melodrammi riscoperti da Florio a partire dal 1987 citiamo “La colomba ferita” (1670), “Il schiavo di sua moglie”(1671) e “La Stellidaura vendicante” (1674) del maggior maestro napoletano del Seicento, Francesco Provenzale; “Il disperato innocente” di Francesco Boerio (1673);“La finta cameriera” di Gaetano Latilla (1673); “Li Zite’n Galera” di Leonardo Vinci (1722); “Il Pulcinella vendicato” di Giovanni Paisiello (1767); “La Statira” di Francesco Cavalli (nell’edizione per Napoli del 1666); “Motezuma” di Francesco De Majo (1765),”Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti (1703), “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi (proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano presso la Fondation Royaumont), “La Partenope” di Leonardo Vinci (prima esecuzione moderna scenica nei teatri spagnoli di Ponferrada e León nel 2005), “L’Alidoro” di Leonardo Leo (Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli nel 2008): tutte opere incise in video o in cd. Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Santiago de Compostela, presentando “La serva padrona” e lo“Stabat Mater” di Giovan Battista Pergolesi. Nella stagione lirica 2018 del Teatro San Carlo Florio dirige la prima esecuzione moderna del “Siroe re di Persia” di Leonardo Vinci. Ancora più numerose sono state le esecuzioni di repertorio sacro e strumentale della musica napoletana dal 1400 al 1800, compreso un programma commissionato al violoncellista Giovanni Sollima con un suo brano appositamente composto per il gruppo di Florio e inciso in cd. Il programma concertistico più fortunato, che continua a girare per il mondo da decenni, è intitolato “Festa napoletana”, con la voce solista dello straordinario cantante-attore Pino De Vittorio, con cui Florio collabora ininterrottamente da oltre trent’anni.

Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera, tra le tante istituzioni europee, per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse. Come titolare della cattedra di musica da camera al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, ha creato un corso avanzato di vocalità e interpretazione del repertorio barocco, soprattutto fondando un Master di II livello universitario in Musica antica unico in Italia. E’ co-direttore artistico dello “Scarlatti LAB” , laboratorio per la musica barocca a cura dell’Associazione Scarlatti di Napoli. Numerosi sono stati i riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera. Nel 2004 nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké di Bari, Antonio Florio ha ricevuto il primo “Premio per la diffusione della Musica Mediterranea”. La registrazione dvd dell’opera “Alidoro” ha ottenuto il prestigioso“Diapason d’Or” e “Orphèe d’or-Paris-accademie du disque lyrique”. Insieme a quest’ultimo, ad Oviedo in Spagna, gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni” – corrispondente all’italiano premio Abbiati – per la “miglior direzione musicale” in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’opera “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, presentata a San Sebastian nell’agosto del 2007. Nell’ottobre 2008, insieme con i Turchini, si è aggiudicato inoltre il “Premio Napoli”, nella sezione “Eccellenze Nascoste” della città. Ha partecipato al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, poi nel giugno 2009 in versione scenica, con la regia di Davide Livermore, al Teatro Regio di Torino (l’edizione in dvd Dynamic ha ottenuto altri riconoscimenti). Sempre nel 2009, ha presentato “La Partenope” di Vinci in coproduzione con il Teatro S.Carlo di Napoli e vari teatri spagnoli ha ottenuto il Premio Oviedo per la miglior produzione teatrale. Nel 2010, ha diretto “Orfeo e Euridice” di Fux alla Konzerthaus di Vienna, e in più occasioni l’orchestra barocca “Casa da Musica” di Oporto e l’Orchestra di Galicia-La Coruna.“ Nel 2012 ha diretto alla Konzerthaus di Vienna “Dorimena e Tuberone” di Francesco Conti e “Incoronazione di Poppea” di Monteverdi al teatro Calderon di Valladolid con la regia di E.Sagi. Al Ravello Festival dell’agosto 2016 ha eseguito nel fascino della notte il “Fairy Queen” di Henry Purcell basato sul “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare. Dopo aver cambiato il nome del suo gruppo storico in “Cappella Neapolitana”, dal 2016 Florio ha creato un nuovo centro di musica antica nel cuore di Napoli, presso la Domus Ars (nella splendida chiesa barocca di San Francesco delle Monache a Santa Chiara) con cui è giunto nel 2018 alla terza edizione della rassegna “Sicut Sagittae”. Nel 2018 la sua direzione dell’”Orfeo” di Monteverdi al Teatro Regio di Torino è stata definita dalla critica “impresa di valore culturale altissimo”. Nello stesso anno la consacrazione internazionale della sua costante opera di riscoperta dei tesori di Napoli è giunta con acclamati concerti al Concertgebouw di Amsterdam e a Gand, la prima moderna del “Siroe re di Persia” di Vinci al Teatro San Carlo di Napoli e, nel 2019, la direzione artistica della 19ma edizione del prestigioso Festival “Misteria Paschalia” di Cracovia

Cappella Neapolitana e ScarlattiLAB. Le vicende artistiche di Antonio Florio e del suo complesso si fondono. Nel 1987 ha fondato e da allora diretto il nucleo storico della Cappella della Pietà dei Turchini, con cui ha animato il Centro di Musica Antica di Napoli da lui diretto fino al 2010. Dal 2016 il gruppo è stato rinominato Cappella Neapolitana, rinnovando ancor più le tante iniziative di riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale napoletano e meridionale nel mondo e proseguendo le incisioni discografiche con la casa spagnola Glossa. Nel 2010 ha creato presso l’Associazione Scarlatti Ente Morale, la più antica associazione di concerti di Napoli prossima al centenario oggi diretta da Tommaso Rossi, l’esperimento unico in Italia dello ScarlattiLAB, un workshop di avviamento professionale dei migliori studenti del Dipartimento e Master di II livello di Musica Antica del Conservatorio di Napoli, da lui co-fondato insieme a Dinko Fabris, con cui dirige da allora il Laboratorio. Anche in questo programma si uniscono le forze già esperte dei membri della Cappella Neapolitana, al basso continuo, con gli straordinari giovani cantanti che hanno concluso il percorso professionale.

Una particolarità di questo Laboratorio Scarlatti è opportuno evidenziare: gran parte delle musiche di Luigi Rossi scelte e trascritte da Antonio Florio si trovano in manoscritti originali secenteschi nelle straordinarie collezioni della Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli: occasione didattica unica per tutti gli studenti avanzati ed ex allievi che hanno potuto vivere questa esperienza laboratoriale.

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