La superstar resta il Colosseo, che sfonda il muro dei 7 milioni di visitatori. Ma si segnala il Sud, con la Campania seconda tra le regioni più virtuose. E sorprendono piccole realtà, come il +276% del Castello di Pandone a Venafro o il +178% del Forte di Santa Tecla a Sanremo. I dati definitivi raccontano un 2017 da record per i musei italiani: “Superata la soglia dei 50 milioni di visitatori e incassi che sfiorano i 200 milioni di euro, con un incremento sul 2016 di circa +5 milioni di visitatori e di +20 milioni di euro”, festeggia il ministro della Cultura Dario Franceschini.

LA TOP FIVE – Alle spalle del Colosseo, si confermano Pompei (3,4 milioni), Uffizi (2,2 milioni), Accademia di Firenze (1,6 milioni) e Castel Sant’Angelo (1,1 milioni, ma con un -6.4%). Franceschini rivendica un bilancio “eccezionale per la riforma dei musei: “Dai 38 milioni del 2013 ai 50 milioni del 2017, i visitatori sono aumentati in 4 anni di circa 12 milioni (+31%) e gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%). Risorse preziose che contribuiscono alla tutela del nostro patrimonio e che tornano regolarmente nelle casse dei musei attraverso un sistema che premia le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà con un fondo di perequazione nazionale”. Una risposta indiretta agli 80 studiosi, da Adriano La Regina a Vittorio Emiliani, che hanno protestato nei giorni scorsi contro “l’idea di scindere la valorizzazione dalla tutela premiando la prima e svuotando la seconda” e una spesa statale che “rimane tra le più basse d’Europa”. E un bilancio di legislatura più che soddisfacente. “La frase ‘con la cultura non si mangia’ che la destra italiana ha usato per anni è una frase sbagliatissima”, chiosa il segretario del Pd Matteo Renzi su Facebook, parlando di “risultato fantastico”.

LE REGIONI PIU’ VISITATE – Sul podio il Lazio (23.047.225), la Campania (8.782.715), la Toscana (7.042.018); i tassi di crescita dei visitatori più elevati in Liguria (+26%), Puglia (+19,5%) e Friuli Venezia Giulia (15,4%). Segno meno per Abruzzo (-11.96%), Umbria (-5.32%), Marche (-4.29%), che forse pagano ancora gli effetti del terremoto, e Calabria (-0.83%). Nella Top 30 i tassi di crescita più sostenuti sono stati registrati da Palazzo Pitti (+23%) e da 4 siti campani: la Reggia di Caserta (+23%), Ercolano (+17%), il Museo archeologico di Napoli (+16%) e Paestum (+15%). A seguire i Musei reali di Torino (+15%) e il Castello di Miramare di Trieste (+14%).

Significativa la crescita in classifica della Pinacoteca di Brera (+7 posizioni), di Palazzo Pitti (+5 posizioni) dei Musei reali di Torino (+4 posizioni) e l’ingresso in classifica, per la prima volta, di Villa Adriana e del Museo di Capodimonte. Tra i musei con gli incrementi più marcati diversi istituti resi autonomi dalla riforma: con 27 milioni di visitatori, hanno accolto più della metà degli ingressi complessivi. Le percentuali più elevate premiano la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea (+54% di visitatori), la Reggia di Caserta (+23%), le Gallerie nazionali di arte antica di Roma (+17%), Capodimonte (+16%) e il Palazzo Reale di Genova (+14%).

I LUOGHI RISCOPERTI – Notevole l’aumento al Castello di Pandone a Venafro, +276% di visitatori (dai 551 del 2016 ai 2.076 del 2017); al Forte di Santa Tecla a Sanremo, +178% (dai 17.464 del 2016 ai 48.565 del 2017); alla Villa Romana del Varignano a Porto Venere, +133% (dai 1.489 del 2016 ai 3.470 visitatori nel 2017); al Museo Archeologico di Volcei “Marcello Gigante” a Buccino, +129% (dai 2.491 visitatori del 2016 ai 5.717 del 2017); nelle due pinacoteche sarde con +124% a Sassari (dai 1.740 del 2016 ai 3.901 del 2017) +34% a Cagliari (dai 7.113 del 2016 ai 9.589 del 2017). Bene i siti archeologici meno integrati nei grandi flussi turistici, come il Museo e Parco Archeologico di Gioia del Colle (+122%), il Museo Nazionale Archeologico di Altamura (+108%), il Museo Archeologico di Sepino (+98%), il Museo Archeologico di Vulci (+86%), il Museo Archeologico di Venosa (+38%), il Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno (+35%), Villa Jovis a Capri (+33%) e l’Anfiteatro e Mitreo di Santa Maria Capua a Vetere (+30%). Da segnalare la performance del Museo Nazionale della Ceramica “Duca di Martina” a Napoli, +61,66% (dai 20.661 del 2016 ai 33.401 del 2017) e dei luoghi di Pistoia, Capitale italiana della cultura 2017: i visitatori dell’Ex chiesa del Tau crescono del +48% e quelli della Fortezza di Santa Barbara del +41%.

I SITI ‘FREE’ E LE DOMENICHE GRATIS – Tra i luoghi della cultura a ingresso gratuito, il Pantheon ha attirato oltre 8 milioni di persone; poi il Parco di Capodimonte (oltre 1 milione) e il Parco del Castello di Miramare di Trieste (830 mila). A fronte di un aumento degli introiti di circa 20 milioni di euro (+11,7%), sono cresciuti anche i visitatori non paganti (+15%), grazie al successo delle prime domeniche del mese (iniziativa che torna domani in oltre 420 siti): solo nel 2017, hanno portato più di 3,5 milioni di persone gratuitamente nei luoghi della cultura statali.

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