Un’intervista diversa dalle altre si manifesta in questa accezione subito, sin dalle prime battute. Ci sono sicuramente degli indizi inequivocabili e sono generalmente i toni, i colori che assumono le risposte, e soprattutto, il fatto di trovarsi spiazzati e completamente dirottati in un territorio nuovo che, alla partenza, non si presumeva di poter non solo raggiungere, ma nemmeno lontanamente avvistare. Guardando l’attore e fondatore di Sustainable Society, Michele Lastella, il primo messaggio, chiaro, nitido, avvolgente, è quello che viene dalla sua bellezza, una bellezza pulita, innegabile. Poi però, parlandogli, anzi, ascoltando tutto quello che ha dentro, la bellezza viene quasi messa da parte o comunque se non dimenticata, messa in sala d’attesa, perché c’è altro, c’è tanto di più. Gli accadimenti negativi, come quello di un incidente sul lavoro capitatogli, diventano segni del destino, sproni ad essere altro e a farsi “mezzo”, una sorta di parabola. E così, addentrandosi in questo territorio sconosciuto, ci si trova davanti ad un uomo per niente autocelebrativo, ma ad un comunicatore, un trait d’union fra il messaggio di cui si fa portavoce e gli altri che, grazie proprio al lavoro di attore, veicola principi, valori, opportunità e possibilità. E, su tutto, la grande consapevolezza di poter “cavare” da ogni essere umano una possibilità di ispirazione e rinnovamento. Alla fine dell’intervista, mi sento lontana anni luce dall’attore che era qualche domenica fa accanto a Gigi Proietti in Una pallottola nel cuore, o meglio, sono lontana dal definirlo solo in quel modo, bellezza, ruolo e talento, vedo altro, speranza innanzitutto ed una sensazione di serenità che ha pervaso questa intervista dalla prima all’ultima parola.

Ho letto dalla tua biografia dell’incidente che, in un certo senso, ha fatto maturare in te l’idea di essere destinato al teatro o comunque ad un percorso artistico. Tu credi insomma nei segni del destino? Nelle premonizioni e nella simbologia degli accadimenti che possono far maturare consapevolezza di se e del perché si è al mondo? Questa è una domanda altamente rappresentativa della mia persona. Quello era solo uno dei primi accadimenti che mi hanno rivelato qualcosa. Da lì è iniziato tutto, il “famoso” viaggio di esperienze, di incontri, di crescita, nel mondo che vediamo, ma anche di quello che percepiamo. Questo viaggio è valido se lo facciamo dentro di noi senza scappare dal cambiamento, senza paura del nuovo e della possibilità di cambiare abitudini ogni giorno, per rompere così tutti gli schemi che la società, le nostre famiglie, le religioni, le culture, o i posti di nascita, inconsciamente ci impongono ogni giorno, tentando di  farci essere qualcosa che non siamo per natura.

Ci racconti brevemente chi è Michele Lastella? Questa è una domanda alla quale, appunto, dopo quel famoso viaggio interno, così grande di cui parlavo prima, non posso, non so, e forse non mi è consentito rispondere. Sorrido se ci penso, perché l’immensità di cose che posso essere, e che possiamo essere tutti se viviamo con quel fuoco interno, é difficile da descrivere con un linguaggio limitato come quello dell’essere umano. Ecco perché ho difficoltà a definirlo, perché inoltre è come se appena lo dovessi definire, svanisse all’istante. Non sono volubile, per cui sono sempre me stesso irremovibilmente, seppure, di certo, sono sempre nuovo ogni giorno.

Sei un uomo del Sud. In che modo la “componente meridionale” ha influenzato le tue scelte, anche lavorative, ed in che modo ha segnato anche il tuo percorso professionale? Sono cresciuto in campagna in Puglia, raccogliendo i primi frutti della tarda primavera fino al caldo soffocante della piena estate, con mio nonno che mi raccontava le sue esperienze di guerra e mi cantava canzoni che aveva imparato da personaggi familiari e non, come se li vedessi lì in quel momento. Quindi il Sud ma soprattutto il concetto del Mediterraneo come terra e come stile di vita, m’influenzano tuttora in maniera considerevole. Ho smussato però tutte le parti che ritengo ritardino il nostro sviluppo meridionale, come la malinconia, fine a se stessa, il senso di possesso o gelosia senza via d’uscita e il piangersi addosso quando non si vuole realmente il cambiamento. Per tutto il resto sono Sud da capo a piedi!

Cosa è esattamente un life coaching? E quali responsabilità ha essere un life coaching? Significa riaccendere il fuoco interno che abbiamo dalla nascita e che perdiamo quando il mondo intorno ci ferisce. Significa guidare un individuo ad accettarsi e ad accettare gli altri, amorevolmente, nei pregi e nei difetti, senza lasciarsi trasportare dai turbamenti passeggeri quotidiani e mantenendo un fine preciso, che duri per la vita e che doni pace e ispirazione nell’animo.

C’è stato un incontro che ha segnato la tua vita, professionalmente parlando? Nella carriera di attore ce ne sono stati diversi. Ma uno in particolare, ha creduto molto in me, preparandomi gratis, il giorno prima di fare uno dei tanti provini che si fanno per accedere all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Nella vita invece sono innumerevoli. Chiunque può essere il mio Maestro anche il benzinaio sotto casa. Ognuno ha un messaggio da darci, dobbiamo solo imparare a leggerlo!

Cosa è Sustainable society e come nasce questa idea? Sustainable Society è tutto ciò che sono e ho imparato nella vita, in un solo progetto. É un canale online che rappresenta inoltre una Produzione di Video, film, Libri, App, e promuove persone, cose o eventi che hanno come tema l’ispirazione per gli altri, rispettando i valori e le persone che sono più vicine a noi, perché spesso facciamo adozioni a distanza, facciamo donazioni per il pianeta, senza accorgerci che qualcuno vicino a noi é il primo che vuole la nostra attenzione.

Cambiare il mondo, dunque, non è solo un’utopia o una frase fatta: ma chi, come te, è un artista, un uomo di spettacolo, in quale modo può contribuire a questa sorta di rivoluzione Certo che si può. L’uomo cerca Dio perché in realtà cerca se stesso, che è appunto Dio, ovvero la stessa cosa. Noi siamo Dio. Quindi quando lo riscopriamo, possiamo fare qualunque cosa senza limiti, chiaramente senza limitare la libertà dell’altro. Per me é Sustainable Society, che ho fondato in America e che sto tentando di divulgare in tutto il mondo. Quindi è  possibile. Sustainable.media é il posto dove ognuno, se é un esempio per gli altri, in qualsiasi campo, ha spazio per esprimersi!

C’è un lavoro, fra tutti quelli che hai fatto, che ti rappresenta maggiormente o nella maniera migliore? So che non si fanno preferenze, ma se proprio dovessi farne una? Uno solo: comunicare agli altri che loro stessi sono Ispirazione per tutti, che hanno un dono o un’idea che vuole essere liberata, Ed io sono questo e quindi aspetto che si avvicinino a me, a noi, e quindi al lavoro di e in Sustainable Society.

Cosa consiglieresti a chi decide di intraprendere un percorso artistico? Oggi, in cui tutto è complesso o forse più complesso, in cui la meritocrazia latita, quali sono le cose da fare e, secondo te, da addetto ai lavori, gli errori da evitare assolutamente? Vorrei saperlo da loro. Vorrei essere sorpreso da loro senza voler dare consigli. A chi mi sta leggendo chiederei “insegnami a farmi vedere cosa ti fa felice ed io sarò il tuo primo fan o seguace. Non nasconderti, perché hai un tesoro dentro e buttarlo via è così triste, per te e per tutti noi. Inizia ad esprimere il tuo talento prima a te stesso, parlati dentro, e poi piano piano alza un po’ il volume, e non ti accorgi che già tutti ti stiamo ascoltando con incanto”.

I tuoi prossimi progetti? Diffusione, divulgazione, e ascolto di tutte le Ispirazioni che arriveranno a e da Sustainable Society su www.sustainable.media

Se Michele Lastella non avesse realizzato i suoi progetti, oggi sarebbe? Avevi un piano B? Michele sarebbe stato quello che é, nel senso che il piano A e il piano B stanno coincidendo. L’attore che usa il suo mezzo per comunicare e farsi tramite per gli altri. Così credo dovrebbe essere per tutti!

Hai mai dei rimpianti? In passato, ora non ce li ho più, li ho già rimpianti tutti. 

Chi vuoi ringraziare oggi? Bella domanda. Tutto e tutti. Te, che mi stai facendo questa intervista, il festival di Ravello, che Ispira come piace a noi e Naked Republic Inc. che ha ispirato me e Sustainable Society con il lavoro della sua Publisher, che, pubblicando Naked Food Magazine (nakedfoodmagazine.com) negli Stati Uniti, ha ottenuto questo grandissimo successo dando inizio a tutto. Grazie.

Come ti vedi fra 20 anni? Non mi vedo, perché la vista già cede a 39 anni! Ma mi “sento” – mi sento come, pronto, per venire alla luce. 

L’intervista si chiude qui ed è pervasa da un senso di serenità che, per la prima volta, non riesco a spiegare con le parole. Ma forse è proprio questa la bellezza, quella più vera, autentica, quella che non ha paura di competere o dei segni del tempo, che va oltre e si rigenera, rinascendo nelle persone toccate e coinvolte da Michele Lastella nel suo movimento instancabile di rinnovamento.

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